Psicologia Covid-19
Scientifici

Le implicazioni Psicologiche dell’ Emergenza Coronavirus

Siamo stai travolti da questa condizione e dall’oggi al domani siamo stati chiamata a cambiare le nostre abitudine e a comportarci in modo responsabile. Ci è stato richiesto di cambiare per poter preservare la nostra salute fisica ma allo stesso tempo questo cambiamento repentino ha portato a disagi non solo dal punto di vista psicologico ma per molti anche economico.

Ciò che ci sta accadendo è qualcosa di davvero complesso sotto molti punti di vista e proprio questa complessità mi ha portato a riflettere su ciò che sta accadendo oggi ma anche sulle possibili implicazioni future. Mi sono chiesta se l’essere umano cambierà e in che modo, mi sono interrogata sul perché di tante cose e ho osservato gli effetti che questa condizione sta generando sulla persona e più in generale sul sistema mondo.

La cosa che più mi fa riflettere è il senso di globalità e di totalità nel quale siamo tutti immersi. Una sensazione di assoluta condivisione che ci fa vivere il momento come non appartenente ad una singola persona ma al mondo intero.

Quello al quale stiamo assistendo è qualcosa di unico, purtroppo estremamente pesante da sopportare e gestire. Tutti gli aspetti che vanno a formare la persona sono messi a rischio, la nostra salute fisica e psicologica, le nostre relazioni sociali e il nostro lavoro. Questo virus non colpisce soltanto le vie respiratorie ma arriva silenzioso anche alla nostra mente, si insinua nei nostri pensieri e nelle nostre vite. Se pensiamo quanto questo ha stravolto la quotidianità e le nostre abitudini capiamo quanto siamo stati psicologicamente colpiti.

Così come stiamo preservando la nostra salute fisica, restando isolati e seguendo le regole che ci sono state dettate, allo stesso tempo dobbiamo preservare anche la nostra salute psicologica. Questa non va trascurata ma bisogna prendersene cura.

Cosa ci condiziona maggiormente?

Sicuramente la paura del contagio e dell’ignoto ma anche la paura del dopo, di cosa accadrà una volta che questa emergenza sarà terminata .

E’ una paura lecita poiché abbiamo a che fare con qualcosa di nuovo e sconosciuto, stiamo iniziando ora a conoscere le caratteristiche di questo Virus e il modo in cui agisce. Ad oggi il problema principale è l’assenza di una cura definitiva, sebbene ricercatori di tutto il mondo stiano lavorando assiduamente per trovarla. Fino ad allora restiamo vulnerabili, fisicamente e psicologicamente. Ed è proprio questa sensazione di vulnerabilità che ci genera più paura.

Come stiamo affrontando questo momento?

Interessante è osservare quanto per l’essere umano, che per natura è un animale sociale, sia difficile non avere contatti, non vedere amici, parenti, fidanzati o altri. Molte relazioni adesso sono a distanza e ciascuno utilizza tutti i mezzi in proprio possesso pur di essere vicino, sebbene virtualmente, all’altro.

Per questo dobbiamo ringraziare la tecnologia che in questo periodo storico ci è vicina più che mai. Una tecnologia che prende le sembianze di un filo conduttore di relazioni. Sui fili della linea viaggiano le nostre relazioni, sebbene questa connessione virtuale possa essere fragile e vulnerabile se sovraccaricata.

Cosa ci rimane quindi? Il restare con noi stessi, le piccole cose, ci resta la natura che finalmente ritorna a respirare e che inizia a circondarci con una ritrovata bellezza.

Quali emozioni ci guidano?

La paura del contagio muove e motiva tutti noi a rispettare le regole, ad uscire solo se strettamente necessario. La paura è un’emozione adattiva che ci aiuta ad evitare una situazione di pericolo e questa, se proporzionata al pericolo, diventa funzionale per noi e nostra alleata per la salvaguardia personale.

Di fronte ad un pericolo attiviamo risposte fisiologiche e psicologiche. Il nostro corpo risponde con accelerazione del battito cardiaco, sudorazione eccessiva, secchezza alla gola e a livello psicologico con evitamento della situazione e spesso fuga.

Se la paura di fronte ad un pericolo oggettivo, come può essere il Covid-19, viene sottovalutata e percepita come distante, genera atteggiamenti di irresponsabilità e di potenziale pericolo per sé e gli altri.  Tuttavia, allo stesso modo un eccesso di paura porta ad un blocco, una difficoltà nel restare a contatto con la realtà e la capacità di valutare con lucidità la situazione.

Provare paura in questa condizione è normale?

Assolutamente si! Tutti noi abbiamo avuto e stiamo avendo paura, anche i più esperti virologi e medici invitano alla cautela massima. Attenzione però che la paura non diventi poi eccessiva, e sfociare in una difficoltà di restare connessi con la realtà e con l’oggettività dei fatti.

La paura deve essere proporzionale al pericolo ma se poi questa diviene pervasiva, limitante ed eccessiva allora qui c’è bisogno di fermarsi un attimo e riappropriarsi della propria capacità di giudizio.

Se siamo poco aderenti alla realtà dei fatti non riusciamo neanche ad essere in grado di capire a cosa credere a cosa no. Diventa tutto un “calderone” pieno di informazioni che vanno ad accentuare, in un momento così critico, la nostra confusione, isolandoci in un mondo di paure eccessive.

Per questo cosa bisogna fare?

  • Non avere paura di chiedere aiuto se ci si sente in difficoltà psicologica. Se lo stare chiusi in casa per un tempo così lungo, se la frequentazione assidua di familiari, o al contrario la solitudine ci opprime, è del tutto normale sentire il bisogno di un supporto psicologico. Visti i tanti cambiamenti e più in generale la situazione che stiamo vivendo, proprio in questo periodo in cui siamo fermi o abbiamo rallentato tanto le nostre attività quotidiane, abbiamo più tempo per pensare, riflettere su noi stessi, sulla nostra vita e sulle nostre relazioni. Questo può generare confusione nella persona e la necessità di parlare con qualcuno. Tutti noi psicologi siamo vicini ai cittadine e ci stiamo impegnando affinché voi non vi sentiate soli!
  • Non farsi sommergere dalle informazioni e attenersi sempre a fonti ufficiali. Un eccesso di esposizione al social e ai media non risulta funzionale in quanto genera solo allarmismo e ansia. È più che sufficiente documentarsi sulla situazione e ricercare aggiornamenti solo su fonti affidabili.
  • Gestire il proprio tempo, senza farsi pervadere dal vuoto della monotonia sfruttandolo per riflettere o riorganizzare la propria vita. Per chi ha la possibilità di essere a casa, è importante cercare di sfruttare il proprio tempo per trarne qualcosa di proficuo per sé. Dedicarsi alla cura del proprio corpo, alla riflessione personale, leggere o sviluppare hobby. Finalmente si ha del tempo per sé, perché non sfruttarlo nel migliore dei modi?
  • Pensare di non essere soli. In questa battaglia siamo tutti vicini, combattiamo lo stesso nemico e viviamo tutti le stesse difficoltà. Il pensare di non essere soli aiuta a farci pesare di meno la situazione.
  • Fidarsi dei professionisti. In questo momento siamo come una piccola goccia in un oceano, per fare qualcosa che aiuti gli altri dobbiamo seguire le stesse regole che la comunità si è imposta, aiutando noi e gli altri. Il resto non è in nostro potere e qui nasce l’esigenza di affidarsi a chi ha la capacità di poter risolvere la situazione. La sfiducia negli altri non può aiutarci a vivere in modo più sereno il problema.
  • Considerare la temporaneità della situazione. Questa non durerà per sempre, finirà. Non sappiamo ancora quando, settimane, mesi ma comunque avrà una fine. Per questo sfruttiamo questo tempo che ci viene dato per farne qualcosa di nuovo, creare il nostro domani vivendo oggi in modo aderente alla realtà.

Credo fermamente che al temine di tutto sicuramente ci sarà un cambiamento in noi, una maggiore consapevolezza, un modo nuovo di stare insieme. La nostra quotidianità probabilmente subirà dei cambiamenti, saremo diversi perché nel frattempo qualcosa di importante è accaduto. Qualcosa che ci ha segnato profondamente e che ci ha fatto riflettere tanto. Se metabolizzata nel modo giusto, questa situazione può far nascere in noi una nuova percezione della realtà circostante, può darci significati diversi alle cose ma soprattutto alle nostre relazioni.

Spero con questo breve articolo di aver aiutato qualcuno nella gestione di questa condizione tanto unica e nuova per tutti noi. Spero di essere stata quella goccia che, nel suo piccolo, cerca di fare la sua parte per l’intero oceano.

Ricordiamoci che non siamo soli.

Stay HUMAN!