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Disturbo d’Ansia Sociale ovvero quando la paura ci fa isolare

DISTURBO D’ANSIA SOCIALE

ovvero quando la paura ci fa isolare

Il Disturbo d’ansia Sociale, o anche noto come Fobia Sociale, è tra i disturbi più comuni nel mondo occidentale. Le persone affette da tale difficoltà vivono le situazioni sociali immerse in una costante e profonda ansia, la quale va a limitare, se non proprio ad eliminare, qualsiasi tipo di interazione sociale. Questo può causare tutte le problematiche di una crescita sociale sana, quindi trovare difficoltà sia dal punto di vista professionale che personale. Purtroppo, nonostante la consapevolezza dell’irrazionalità ed illogicità di tali paure, la persona non è in grado di uscirne, sentendosi sempre imprigionato in esse.


LA STORIA DI MARIO

Per comprendere le caratteristiche di tale disturbo, possiamo raccontare la storia di un giovane che soffre di disturbo d’ansia sociale. Il protagonista è Mario (nome di fantasia), di 27 anni che si rivolge ad un esperto per la prima volta perché affetto da questa costante ansia che ormai per lui sta diventando insopportabile.

Sin dall’inizio Mario racconta di avvertire delle sensazioni molto sgradevoli tutte le volte che si trova a contatto con altre persone, soprattutto se estranee. Ha sempre sottovalutato questa sua ansia, attribuendola ad una difficoltà derivante da una eccessiva timidezza. Mario afferma che sin da piccolo era etichettato dai compagni di classe e dagli insegnanti come una ragazzino timido e che prediligeva attività solitarie. Crescendo le difficoltà relazionali sembrano non migliorare, al contrario vive l’adolescenza circondandosi solo di quelli che Mario definisce “i suoi pochi amici fidati”.

UN VORTICE DA CUI FUGGIRE

La domanda sorge spontanea: perché nonostante la difficoltà riscontrata sin da piccolo decide solo ora di richiedere un aiuto? In realtà Mario ha provato più volte a richiedere un aiuto ma invano. La paura di sentirsi giudicato ed osservato da un estraneo non gli dava la possibilità di farsi aiutare. Poi le cose sono cambiate quando si rende conto che ciò di cui soffre non gli sta dando la possibilità di essere un ragazzo felice, di realizzarsi nel lavoro o di avere una vita sentimentale stabile. Lui fugge dinanzi alle situazioni nuove oppure le affronta con profonda ansia.

COSA PROVA VERAMENTE MARIO?

Andando nello specifico delle sensazioni di cui soffre Mario vediamo che sono perlopiù reazioni fisiologiche che l’organismo mette in atto in difesa ad un forte stress sociale. Quando si trova al bar per un caffè oppure va a fare la spesa al supermercato, o ancora ha un appuntamento sia esso sentimentale o lavorativo, Mario inizia a sudare, ha il fiato corto e gli tremano le mani. La paura che gli altri possano notare questo suo stato di tensione gli mette ancora più agitazione così spesso inizia a balbettare quando parla in pubblico o peggio ancora ad evitare completamente le situazioni temute. Le situazioni nuove sono quelle che gli generano in particolar modo una profonda ansia. A riguardo Mario dice:

“Mi sento sempre impacciato nelle situazioni, fuori luogo o profondamente stupido. Accade molto spesso che quando sono con altre persone, soprattutto se queste non rientrano nella cerchia delle mie conoscenze, inizio a provare un forte senso di imbarazzo, divento subito rosso e inizio anche a balbettare. Sono ossessionato dal fatto che le persone possano guardarmi o pensare male di me. Ho paura di apparire ridicolo e goffo agli occhi degli altri”.


CARATTERISTICHE DEL DISTURBO D’ANSIA SOCIALE

Il caso di Mario è una situazione abbastanza comune per tutte le persone affette da questo tipo di difficoltà. Infatti Il disturbo ansia sociale di cui soffre Mario e come lui tanti altri, è un disturbo pervasivo e come tutti i disturbi questo diviene invalidante nel momento in cui va ad ostacolare il normale svolgimento della vita quotidiana del soggetto.

Tale disturbo si contraddistingue per un’intensa paura o ansia riguardo situazioni sociali, evitando situazioni che possono esporla al giudizio altrui oppure affrontandole in uno stato di profonda ansia e paura. Tutto questo porta a reagire allo stress sociale attivando risposte fisiologiche: imbarazzo, rossore, accelerazione del battito cardiaco, vuoti di memoria, difficoltà ad articolare parole in presenza di altre persone.

QUANDO E COME NASCE

L’esordio del disturbo in età adulta è alquanto raro, infatti questo generalmente si presenta durante l’infanzia o l’adolescenza. L’età media di insorgenza è sotto i 20 anni ed è stato riscontrato che a soffrirne sono più le donne che gli uomini ma questi ultimi sono quelli che maggiormente si rivolgono ad uno psicologo.

Quando il disturbo si presenta durante l’infanzia o l’adolescenza si riscontra una situazione in cui il bambino o adolescente con fobia sociale è un individuo che manifesta difficoltà relazionali non soltanto in presenza di adulti ma soprattutto con i coetanei. Il bambino può reagire, ad esempio, alle situazioni sociali aggrappandosi con forza alla madre, oppure piangendo perché non vuole separarsi da lei.

Un primo episodio di disturbo d’ansia sociale può scaturire in seguito ad un forte trauma o stress sociale, oppure può svilupparsi lentamente nel corso della vita del soggetto.

A contribuire allo sviluppo di tale disturbo vi sono dei Fattori di Rischio, quali fattori temperamentali, genetici ma anche fattori ambientali come ad esempio un’anamnesi familiare positiva (DSM-5). Infatti, un individuo che ha o ha avuto un membro stretto della famiglia con tale disturbo è molto probabile che possa avere anche lui questo tipo di propensione.

Genitori eccessivamente apprensivi o ansiosi, oppure eccessivamente giudicanti ed ossessivi nei riguardi dei figli possono contribuire negativamente nello sviluppo della fobia sociale andando ad inibire le normali abilità sociali dei propri figli.

Nell’effettuare una diagnosi di Disturbo d’Ansia Sociale bisogna osservare se si è in presenza di un disturbo che va ad interferire nelle situazioni sociali circoscritte oppure si estende ad un contesto generale.

DISTURBO D’ANSIA SOCIALE SPECIFICO E GENERALIZZATO

Tuttavia non possiamo limitarci solo a questa analisi complessiva. Infatti quando parliamo di Disturbo d’Ansia Sociale Specifico facciamo riferimento ad un soggetto che teme situazioni sociali circoscritte alla performance, come ad esempio parlare, scrivere, mangiare in pubblico (DSM-5). Una persona che reagisce ad una situazione sociale con tremore delle mani eviterà ad esempio di mangiare o bere in pubblico. I soggetti con fobia sociale specifica non tendono ad evitare o temere situazioni sociali in cui non devono “esibirsi”.

Il Disturbo d’Ansia Sociale Generalizzato, invece, riguarda una condizione più generale del soggetto. La sua paura non è circoscritta a delle situazioni specifiche ma si estende a tutti quei contesti che prevedono l’interazione con altre persone (DSM-5). Questa paura o ansia quindi sarà protagonista in diverse situazioni del vivere sociale. Ad esempio l’interagire con un’altra persona per chiedere informazioni, oppure fare la spesa, andare alle feste, entrare in un negozio. La paura principale è quella di apparire stupidi, di essere presi in giro, di far accorgere gli altri del proprio imbarazzo, di balbettare o arrossire in situazioni che richiedono il relazionarsi con altri.

COME AFFRONTARE IL DISTURBO D’ANSIA SOCIALE

Nel trattamento del disturbo d’ansia ci si avvale sia di interventi psicologici che farmacologici, svolti singolarmente o in combinazione tra loro. Un percorso di tipo psicologico svolto dai soggetti con fobia sociale risulta essere di dimostrata efficacia.

Tra gli approcci terapeutici, quella di maggior efficacia risulta essere la terapia cognitivo-comportamentale. Questa, avvalendosi di diverse tecniche, va ad agire concretamente sulle difficoltà del soggetto. Nello specifico la terapia svolta su tali soggetti va ad individuare e modificare il contenuto di questi pensieri automatici negativi. Il fine della terapia è proprio quello di cambiare le immagini distorte che l’individuo ha di se stesso e del giudizio che gli altri possono avere su di lui, tutto ciò all’interno di un quadro di miglioramento delle abilità sociali.

Il fobico sociale, mosso da questa sua paura di essere giudicato negativamente dagli altri, è portato ad evitare qualsiasi interazione sociale, compresa quella terapeutica. Pertanto la prima difficoltà che incontra la persona con ansia sociale non risiede tanto nella consapevolezza del proprio disturbo, quanto nel ricercare la forza interiore di affrontare gradualmente queste proprie paure.

Sicuramente chi vive questo stato di sofferenza combatte con aspetti disfunzionali del vivere sociale. Tutto questo può portare a non cogliere importanti opportunità, a fuggire costantemente da un mondo che ci può solo giudicare. È importante comprendere la necessità di ricercare aiuto poiché questo è il primo passo che può condurre la persona verso una guarigione e verso la possibilità di riappropriarsi della propria vita.

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